L’APE, «Attestato di Prestazione Energetica», è il documento in cui viene indicata la previsione della quantità di energia consumata per un utilizzo standard dell’edificio. Sulla base di tale fabbisogno di energia viene definita la classe energetica compresa tra A e G (ossia tra energeticamente “molto efficiente” e “poco efficiente”).

L’APE consente, pertanto, di determinare la qualità di un edificio sotto il profilo energetico. Ciò crea più trasparenza in vista della decisione di acquistare, trasferire, o affittare immobili, ma permette anche, dato che ogni tecnico abilitato è obbligato a consegnarne una copia alla Regione di competenza, di verificare lo stato energetico del parco edifici di ogni singola regione al fine di poter adottare politiche che lo migliorino.

Del resto, informarsi circa i consumi “energetici” di un automobile prima del suo acquisto o andare a controllare la classe energetica di un elettrodomestico è qualcosa che ormai oggi tutti usualmente fanno, non si capisce allora perché, allo stesso modo, nel momento in cui si acquista un immobile, non ci si dovrebbe informare circa le prestazioni “energetiche”, che si traducono in esborsi monetari capaci di pesare pesantemente ogni anno sul proprio reddito.

Ricevere l’informazione circa i consumi energetici della casa è un diritto per l’acquirente o conduttore, mentre fornirla è un obbligo per il proprietario, il costruttore o locatario. L’acquirente deve poter valutare se gli conviene o no spendere di più per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e manutenzione energetica.  La certificazione non pretende di fornire con esattezza il consumo di energia di un edificio, piuttosto indica un consumo in condizioni standard simile al consumo normalizzato delle automobili (ad es. i km per litro di carburante o litri di carburante ogni 100 km consumati a velocità costante, o in città).

QUALI EDIFICI SONO SOGGETTI ALLA PRESTAZIONE ENERGETICA?

L’attestato di prestazione energetica si applica a tutte le categorie di edifici di cui all’articolo 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, ossia tutti gli edifici residenziali, alberghi e residence, bar e ristoranti, edifici adibiti ad ufficio, magazzini e capannoni, scuole, impianti sportivi, ospedali, teatri, chiese, edifici commerciali e industriali, ad esclusione di, a meno delle porzioni eventualmente adibite a uffici e assimilabili (purché scorporabili agli effetti dell’isolamento termico), box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi e altri edifici a questi equiparabili in cui non è necessario garantire un confort abitativo; Sono inoltre esclusi: – i “ruderi”, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà; – gli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio, o “al rustico”, cioè privi di rifiniture e impianti tecnologici (ma deve essere resa una esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà). – edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzano reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; – fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati (eccetto le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione energetica);  – edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici di climatizzazione, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi (eccetto le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione energetica); – edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

QUANDO È OBBLIGATORIO REDIGERE UN ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA?

L’obbligo di produrre l’APE interviene nei seguenti casi: 1) nuova costruzione e immobili sottoposti a ristrutturazioni importanti: l’APE deve essere prodotto a cura del costruttore sia esso committente della costruzione o società di costruzione che opera direttamente e deve essere allegato alla documentazione per l’agibilità; 2) compravendita: l’APE deve essere prodotto a cura del proprietario/venditore; il Consiglio Nazionale del Notariato, nella sua nota del 7/8/2013, ha chiarito che devono ritenersi ricomprese, nell’obbligo di allegazione dell’APE, tutte le fattispecie contrattuali di trasferimento a titolo oneroso (es. permuta); 3) atto di trasferimento a titolo gratuito (successione, donazione): l’APE è prodotto a cura del proprietario dell’immobile; 4) contratto di locazione (o sub-locazione): l’APE è prodotto a cura del proprietario/locatore. Si evidenzia che l’obbligo sussiste solo se si è in presenza di una nuova locazione e non di un rinnovo, proroga o reiterazione di un precedente rapporto di locazione. Resta esonerato, quindi, dall’obbligo il proprietario che rinnova un contratto di locazione stipulato prima del 6 giugno 2013. Secondo la Nota del CNN si deve ritenere applicabile in via estensiva la disciplina dettata per la locazione ai seguenti contratti: leasing (avente ad oggetto un edificio comportante consumo energetico), affitto di azienda (qualora il relativo contratto comprenda anche l’affitto di edifici comportanti consumo energetico). Modalità. Nei casi di vendita, locazione, ecc., il proprietario deve rendere disponibile l’APE al potenziale acquirente o al nuovo locatario all’avvio delle rispettive trattative se ciò avviene anche tramite un agente immobiliare e consegnarlo alla fine delle medesime (es. rogito); in caso di vendita o locazione prima della sua costruzione/ultimazione il venditore (ma dovrebbe intendersi anche il costruttore) o locatore fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e produrrà l’APE entro 15 giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità (allegato anche alla richiesta del certificato di agibilità). Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione dovrà inoltre essere inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dia atto di aver ricevuto le informazioni e l’attestazione della prestazione energetica dell’edificio (APE).